Tutoring white label: cos'è e come funziona

Aggiornato il · 6 min di lettura

Molte agenzie educative, scuole di lingue e agenzie di studio all'estero ricevono richieste di ripetizioni che non riescono a soddisfare: manca un tutor per quella materia, per quel livello, o semplicemente non c'è tempo per organizzarlo. Il tutoring white label nasce per risolvere esattamente questo problema.

Cos'è il tutoring white label

"White label" significa "senza etichetta": un servizio realizzato da un'azienda e offerto al cliente finale con il marchio di un'altra. Nel tutoring, un partner specializzato seleziona i tutor, li abbina agli studenti e gestisce la piattaforma delle lezioni, mentre l'agenzia vende il servizio come proprio, con il proprio nome, i propri prezzi e il proprio rapporto con le famiglie.

Per lo studente e per la famiglia il servizio è dell'agenzia. Il partner lavora dietro le quinte.

Come funziona in pratica

  • L'agenzia riceve una richiesta (ad esempio matematica per la maturità, o preparazione a un test d'ammissione) e la inserisce nella piattaforma del partner.
  • Il partner individua il tutor più adatto nella sua rete e lo propone all'agenzia, con profilo ed esperienza.
  • Una volta confermato l'abbinamento, lo studente accede a un portale con il logo e i colori dell'agenzia e prenota le lezioni.
  • Le lezioni si svolgono online nella piattaforma; l'agenzia segue ore, presenze e feedback da una dashboard.
  • Il partner fattura all'agenzia le ore svolte e si occupa di pagare i tutor; l'agenzia fattura allo studente al prezzo che ha deciso lei.

Chi decide cosa

In un buon accordo white label la divisione dei ruoli è netta. L'agenzia tiene il rapporto commerciale: decide il prezzo finale, comunica con la famiglia, sceglie come presentare il servizio. Il partner si occupa di tutto ciò che è operativo: selezione e formazione dei tutor, abbinamento, calendario, aule virtuali, pagamenti ai tutor e sostituzioni quando un tutor non è più disponibile.

Quando conviene rispetto a un team interno

Costruire un team di tutor interno ha senso quando le richieste sono tante, stabili e concentrate su poche materie. Negli altri casi i costi nascosti pesano: ricerca e selezione dei tutor, colloqui, gestione degli orari, disdette, sostituzioni, pagamenti e un software per le lezioni online.

  • Richieste occasionali o stagionali (per esempio sotto esami o prima della maturità).
  • Materie o livelli che il tuo team non copre: dalle medie alla maturità, fino a IB, SAT e test d'ammissione.
  • Voglia di testare un nuovo servizio senza costi fissi né assunzioni.
  • Clienti che chiedono un servizio in più e che oggi indirizzi altrove.

Cosa chiedere a un partner di tutoring

  • Come vengono selezionati i tutor e da dove provengono.
  • Se ci sono costi di attivazione, abbonamenti o minimi garantiti.
  • Chi decide il prezzo finale e se il margine resta all'agenzia.
  • Se la piattaforma mostra il tuo brand allo studente.
  • Come funzionano disdette, sostituzioni e reportistica.

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